Bonus Colonnine 2026: domande dal 22 settembre

Bonus Colonnine 2026: domande dal 22 settembre su Invitalia

Bonus Colonnine 2026: incentivi, requisiti e tempistiche wallbox

Aggiornato al 16 settembre 2026: lo sportello del Bonus Colonnine apre martedì 22 settembre 2026 alle ore 12:00 sulla piattaforma Invitalia. La dotazione è di 68 milioni di euro fino al 2030 e le spese ammissibili decorrono già dal 26 giugno 2026: chi ha installato o installa da questa data può fare domanda.

Bonus Colonnine 2026: incentivi, requisiti e tempistiche wallbox

Il Bonus Colonnine domestiche ha finalmente una data: dal 22 settembre 2026 è possibile presentare domanda per il contributo che copre l'80% delle spese di acquisto e installazione di una wallbox o colonnina di ricarica. In questo articolo trovi importi, requisiti, documenti da preparare e cosa succede se le risorse si esauriscono, con dati verificati sulle fonti ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e di Invitalia.

Cos'è il Bonus Colonnine e quando apre

Il Bonus Colonnine domestiche è un contributo statale a fondo perduto pensato per abbattere il costo di acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici — wallbox e colonnine — da parte di privati e condomìni. È gestito da Invitalia per conto del MIMIT ed è attivo, in diverse edizioni, dal 2022.

Il decreto direttoriale che rifinanzia la misura fino al 2030 fissa una dotazione complessiva di 68 milioni di euro: 10 milioni sono risorse residue del 2025, 5 milioni sono stanziati per il 2026, 15 milioni per ciascuna delle annualità 2027-2029 e 8 milioni per il 2030, ultimo anno di operatività della misura, che si chiuderà il 31 marzo 2030. Come sempre in questo tipo di bandi, le domande sono istruite in ordine cronologico di arrivo: con un'annualità 2026 relativamente contenuta (15 milioni tra residui e nuovo stanziamento), presentarsi pronti al primo giorno utile fa la differenza.

Lo sportello per presentare domanda apre martedì 22 settembre 2026 alle ore 12:00 sulla piattaforma di Invitalia. Le spese ammissibili decorrono retroattivamente dal 26 giugno 2026: chi ha già installato o sta installando da questa data rientra comunque nel perimetro del bonus.

Come funziona il contributo: importi e percentuali

La struttura del bonus prevede:

  • 80% delle spese ammissibili di acquisto e posa in opera dell'infrastruttura di ricarica;
  • fino a 1.500 euro per le persone fisiche (installazione in abitazione privata, garage, box auto);
  • fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali (artt. 1117 e 1117-bis del codice civile);
  • un'unica domanda per soggetto beneficiario, ripresentabile una seconda volta solo se la prima risulta improcedibile;
  • erogazione in un'unica soluzione, con decreto di concessione.

Le spese ammesse includono l'acquisto della colonnina o wallbox, l'installazione, gli impianti elettrici e le opere edili strettamente necessarie, la progettazione, la direzione lavori, i collaudi e l'attivazione di un nuovo punto di prelievo (POD) per la connessione alla rete. Restano escluse imposte e tasse, le consulenze non previste dal decreto, le spese su terreni e immobili e gli oneri per le autorizzazioni edilizie.

Chi può richiedere il bonus (e quali requisiti servono)

I beneficiari sono persone fisiche residenti in Italia e condomìni, rappresentati dall'amministratore pro tempore o da un condomino delegato. Restano fuori dalla misura i titolari di ditte individuali e le società: per imprese e Partita IVA sono previste forme di incentivazione separate, gestite dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell'ambito del PNRR.

Le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica e installate su aree nella piena disponibilità del beneficiario: per le persone fisiche a uso esclusivamente privato, per i condomìni destinate all'utilizzo collettivo dei condòmini — in entrambi i casi, non accessibili al pubblico. L'installazione deve essere eseguita da un installatore abilitato che rilasci la dichiarazione di conformità dell'impianto: senza questo documento la domanda non è ammissibile.

Un punto da non sottovalutare guardando avanti: dal 2027 i dispositivi dovranno rispettare i requisiti tecnici della delibera ARERA 541/2020/R/eel e figurare nell'elenco ufficiale pubblicato dal GSE. Per le installazioni 2026 questo vincolo non si applica ancora, ma chi sta valutando l'acquisto proprio a cavallo tra fine 2026 e inizio 2027 farebbe bene a verificare la presenza del modello nell'elenco GSE prima di procedere.

🔌 Modelli che rientrano nei parametri del bonus

Restano tutti sotto la soglia dei 22 kW richiesta per la potenza standard e, installati da un tecnico abilitato, ottengono la dichiarazione di conformità necessaria per la domanda di rimborso:

La differenza principale tra i tre: potenza (7kW vs 22kW) e fase dell'impianto (mono vs trifase). Per un impianto domestico standard il monofase copre la quasi totalità dei casi; il trifase SolaX ha senso se già disponi di un allaccio trifase o prevedi tempi di ricarica più rapidi.

Come presentare domanda

Dal 22 settembre 2026 la domanda si presenta online sulla piattaforma Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Servono: documento d'identità, fatture elettroniche, estratti conto che attestino i pagamenti tracciabili, dichiarazione di conformità dell'installatore e un indirizzo PEC attivo per l'intera durata del procedimento. I pagamenti in contanti non sono ammessi.

Per i condomìni serve in più la delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni, corredata dalla dichiarazione dell'amministratore che attesti la mancata impugnazione della delibera nei termini di legge.

L'annualità di riferimento del contributo è determinata dalla data di completamento dell'installazione: per il 2026 vale il periodo fino al 31 dicembre, per le annualità successive l'anno solare corrispondente.

Stop alle domande quando finiscono le risorse

Le domande sono istruite in ordine cronologico di arrivo. Se le risorse stanziate per l'anno si esauriscono, l'erogazione si ferma fino alla riapertura dello sportello per l'annualità successiva: con un'annualità 2026 di 15 milioni tra residui e nuovo stanziamento, non è uno scenario da escludere se la domanda arriva tardi.

Il contributo viene liquidato in un'unica soluzione con decreto di concessione. Invitalia effettua controlli a campione sulla veridicità delle dichiarazioni: in caso di irregolarità, il ministero può disporre la revoca totale o parziale del contributo, con obbligo di restituzione delle somme entro sessanta giorni.

Perché conviene avere tutto pronto prima del 22 settembre

Il bonus funziona a rimborso su spese già sostenute: non è uno sconto immediato in fattura né una detrazione fiscale spalmata su più anni. Chi ha già installato (o installa nei prossimi giorni) una wallbox con spesa sostenuta dal 26 giugno 2026 in poi può presentare domanda fin dal primo minuto di apertura dello sportello.

Dato che le domande sono istruite in ordine cronologico e i fondi 2026 non sono illimitati, la vera differenza la fa arrivare al 22 settembre con tutto già pronto: fatture e bonifici tracciabili, dichiarazione di conformità dell'installatore, PEC attiva e — per i condomìni — delibera assembleare già votata. Prepararsi ora, invece di scoprire i requisiti dopo l'apertura, è quello che separa chi rientra nel contributo da chi arriva a fondi esauriti.

Bonus Casa e Conto Termico 3.0: le alternative se non rientri nei parametri

Restano percorribili due strumenti fiscali indipendenti dal bonus MIMIT, utili se il proprio caso non rientra nei requisiti visti sopra:

  • Bonus Casa (detrazione IRPEF 50%): applicabile se l'installazione della colonnina rientra in un intervento più ampio di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria dell'immobile, con recupero distribuito in dieci anni;
  • Conto Termico 3.0: disciplinato dal DM 07/08/2025, riguarda la realizzazione di infrastrutture di ricarica abbinate alla sostituzione di impianti di climatizzazione con pompe di calore — non va considerato un incentivo autonomo per la sola wallbox.

I due strumenti non sono cumulabili con il bonus MIMIT sulla stessa voce di spesa: vanno valutati come alternativa, non come integrazione.

Errori comuni da evitare

  • Non avere la PEC attiva. È un requisito obbligatorio per presentare domanda, va tenuta attiva per tutta la durata del procedimento.
  • Pagare in contanti. Il contributo richiede pagamenti tracciabili e documentabili.
  • Installare senza tecnico abilitato. La dichiarazione di conformità è un requisito imprescindibile per l'ammissibilità della domanda.
  • Per i condomìni, non avere la delibera assembleare pronta. Senza delibera regolarmente approvata e non impugnata, la domanda del condominio non è ammissibile.
  • Aspettare l'apertura per iniziare a preparare i documenti. Le domande sono istruite in ordine cronologico: chi arriva pronto il 22 settembre ha più probabilità di rientrare nei fondi disponibili.

Materiale elettrico e accessori per l'installazione: cosa serve davvero

Che tu stia installando ora o ti stia preparando all'apertura dello sportello, una wallbox a regola d'arte richiede materiali elettrici certificati: cavi dimensionati correttamente, magnetotermici e differenziali dedicati, canaline e frutti compatibili con l'impianto esistente. Con oltre 25 anni di esperienza nel settore elettrico, il team Oniroview seleziona componenti tecnici affidabili per privati, installatori e condomìni che vogliono affrontare l'installazione senza sorprese in fase di collaudo — un dettaglio che pesa, perché la dichiarazione di conformità richiesta dal bonus non perdona impianti improvvisati.

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Domande frequenti sul Bonus Colonnine 2026

Quando apre il Bonus Colonnine 2026?

Lo sportello per presentare domanda apre martedì 22 settembre 2026 alle ore 12:00 sulla piattaforma Invitalia.

Le spese sostenute prima dell'apertura sono rimborsabili?

Sì. Le spese ammissibili decorrono retroattivamente dal 26 giugno 2026: chi ha installato o installa da questa data può presentare domanda fin dall'apertura dello sportello.

Quanto copre il bonus?

L'80% delle spese ammissibili di acquisto e posa in opera, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali.

Chi può richiedere il contributo?

Persone fisiche residenti in Italia e condomìni. Titolari di ditte individuali e società sono esclusi da questa misura; per imprese e Partita IVA esistono incentivi separati gestiti dal MASE.

Cosa succede se le risorse finiscono?

Le domande sono istruite in ordine cronologico di arrivo: se i fondi stanziati per l'anno si esauriscono, l'erogazione si ferma fino alla riapertura dello sportello per l'annualità successiva.

Come si presenta la domanda?

Online sulla piattaforma Invitalia, con accesso SPID, CIE o CNS, allegando documento d'identità, fatture, estratti conto, dichiarazione di conformità e un indirizzo PEC attivo. I condomìni devono aggiungere la delibera assembleare.

 

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