Aggiornato al 10 luglio 2026: il Bonus Colonnine domestiche è stato confermato fino al 31 marzo 2030 dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026 (art. 6), con una dotazione di 68 milioni di euro. Lo sportello per presentare domanda, però, non è ancora aperto: manca il decreto attuativo del MIMIT che ne fisserà date e modalità operative.
Bonus Colonnine 2026: guida completa a incentivi, requisiti e tempistiche per la wallbox di casa
Chi sta valutando l'installazione di una wallbox o di una colonnina domestica nel 2026 si trova davanti a una situazione tanto incoraggiante quanto confusa: la misura esiste, è finanziata, ma non è ancora possibile presentare domanda. In questo articolo mettiamo ordine tra ciò che è confermato, ciò che resta da definire e cosa conviene fare nel frattempo, con dati verificati sulle fonti ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e di Invitalia.
Cos'è il Bonus Colonnine e a che punto è oggi
Il Bonus Colonnine domestiche è un contributo statale a fondo perduto pensato per abbattere il costo di acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici — wallbox e colonnine — da parte di privati e condomìni. È gestito da Invitalia per conto del MIMIT ed è attivo, in diverse edizioni, dal 2022.
Con il DPCM Automotive del 10 giugno 2026, il Governo ha rifinanziato la misura fino al 2030, inserendola nel più ampio Fondo Automotive da 1,343 miliardi di euro destinato al settore. Alle colonnine domestiche sono stati assegnati complessivamente 68 milioni di euro, con un'annualità 2026 di 5 milioni a cui si sommano 10 milioni di residui 2025. Il grosso delle risorse è concentrato tra il 2027 e il 2029 (15 milioni l'anno), con 8 milioni nel 2030: un dettaglio da tenere presente, perché una dotazione iniziale contenuta e l'assegnazione in ordine cronologico premiano chi si fa trovare pronto al primo click day.
Quello che manca, al momento, è il provvedimento direttoriale del MIMIT che stabilirà data di apertura dello sportello, decorrenza esatta delle spese ammissibili e modulistica. Fino alla sua pubblicazione, il bonus è confermato "sulla carta" ma non ancora operativo.
Come funziona il contributo: importi e percentuali
La struttura del bonus, coerente con le edizioni 2022-2025, prevede:
- 80% delle spese ammissibili di acquisto e posa in opera dell'infrastruttura di ricarica;
- fino a 1.500 euro per le persone fisiche (installazione in abitazione privata, garage, box auto);
- fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali (artt. 1117 e 1117-bis del codice civile);
- un'unica domanda per soggetto beneficiario, con rimborso in un'unica soluzione tramite bonifico.
Le spese coperte includono l'acquisto della colonnina o wallbox, l'installazione, gli impianti elettrici e le opere edili strettamente necessarie, la progettazione, la direzione lavori, i collaudi e i costi di attivazione di un nuovo POD (punto di consegna dell'energia). Non rientrano invece, generalmente, i costi di adeguamento contrattuale con il fornitore di energia o il semplice aumento di potenza del contatore, salvo diversa indicazione del decreto attuativo.
Chi può richiedere il bonus (e chi resta escluso)
I beneficiari sono persone fisiche residenti in Italia e condomìni, rappresentati dall'amministratore pro tempore o da un condomino delegato. Restano fuori dalla misura i titolari di ditte individuali e le società: per imprese e Partita IVA sono previste forme di incentivazione separate, gestite dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell'ambito del PNRR.
Un requisito tecnico da non sottovalutare: le infrastrutture devono essere nuove di fabbrica e di potenza standard, indicativamente sotto i 22 kW. L'installazione deve inoltre essere eseguita da un installatore abilitato che rilasci la dichiarazione di conformità dell'impianto: senza questo documento, la domanda di rimborso non è considerata valida.
🔌 Modelli che rientrano nei parametri del bonus
Restano tutti sotto la soglia dei 22 kW richiesta per la potenza standard e, installati da un tecnico abilitato, ottengono la dichiarazione di conformità necessaria per la domanda di rimborso:
- Autel 7kW Monofase IP54 — SKU AU007-1P32A, €369,90, disponibile
- FoxESS 7,3kW Monofase Cavo 6m — SKU FE-LSL07PC, €441,57, disponibile
- SolaX Smart EV Charger G2 22kW Trifase — SKU SP-X3-HAC-22P-E, €980, disponibile
La differenza principale tra i tre: potenza (7kW vs 22kW) e fase dell'impianto (mono vs trifase). Per un impianto domestico standard il monofase copre la quasi totalità dei casi; il trifase SolaX ha senso se già disponi di un allaccio trifase o prevedi tempi di ricarica più rapidi.
Come si presenterà la domanda
Sulla base delle edizioni precedenti, la richiesta andrà presentata online tramite l'Area Personale della piattaforma Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Sarà necessario allegare la documentazione di spesa (fatture, pagamenti tracciabili, dichiarazione di conformità) e, al termine dei lavori, una relazione finale sottoscritta dal richiedente. I pagamenti in contanti non sono ammessi: servono bonifico, carta di credito o debito, con causale che richiami chiaramente fattura e installazione.
Entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, il MIMIT emana il decreto di concessione dei contributi seguendo l'ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi stanziati per l'anno.
Perché conviene muoversi già adesso, anche senza sportello aperto
È qui che si annida l'equivoco più diffuso. Il bonus funziona a rimborso su spese già sostenute: non è uno sconto immediato in fattura né una detrazione fiscale spalmata su più anni. Questo significa che aspettare l'apertura della piattaforma per acquistare e installare la wallbox non è necessario — anzi, rischia di essere controproducente, perché le finestre di domanda restano aperte per poche settimane e i fondi vengono assegnati in ordine di arrivo.
Chi installa oggi, conservando fatture e bonifici relativi a spese sostenute dal 2026 in poi, si presenta alla riapertura dello sportello già con tutta la documentazione pronta: preventivo, dichiarazione di conformità, tracciabilità dei pagamenti. È una differenza che, in una misura con dotazione annuale limitata, può determinare se il contributo arriva oppure se i fondi si esauriscono prima della propria domanda.
Le alternative già attive, mentre si attende il decreto attuativo
In attesa dell'apertura dello sportello, restano percorribili due strumenti fiscali indipendenti dal bonus MIMIT:
- Bonus Casa (detrazione IRPEF 50%): applicabile se l'installazione della colonnina rientra in un intervento più ampio di ristrutturazione edilizia o manutenzione straordinaria dell'immobile, con recupero distribuito in dieci anni;
- Conto Termico 3.0: disciplinato dal DM 07/08/2025, riguarda la realizzazione di infrastrutture di ricarica abbinate alla sostituzione di impianti di climatizzazione con pompe di calore — non va considerato un incentivo autonomo per la sola wallbox.
I due strumenti non sono cumulabili con il bonus MIMIT sulla stessa voce di spesa: vanno valutati come alternativa, non come integrazione.
Errori comuni da evitare
- Pensare che lo sportello sia già aperto. Non lo è: al 10 luglio 2026 manca ancora il decreto attuativo del MIMIT.
- Pagare in contanti. Il contributo richiede pagamenti tracciabili e documentabili.
- Installare senza tecnico abilitato. La dichiarazione di conformità è un requisito imprescindibile per l'ammissibilità della domanda.
- Confondere il bonus con una detrazione fiscale. È un contributo a fondo perduto erogato dopo la spesa, non uno sconto in fattura né una detrazione spalmata su più anni.
- Aspettare per acquistare i materiali. Il bonus è retroattivo: installare ora non pregiudica il diritto al rimborso, anzi permette di arrivare pronti.
Materiale elettrico e accessori per l'installazione: cosa serve davvero
Che si scelga di installare subito o di aspettare l'apertura dello sportello, una wallbox a regola d'arte richiede materiali elettrici certificati: cavi dimensionati correttamente, magnetotermici e differenziali dedicati, canaline e frutti compatibili con l'impianto esistente. Con oltre 25 anni di esperienza nel settore elettrico, il team Oniroview seleziona componenti tecnici affidabili per privati, installatori e condomìni che vogliono affrontare l'installazione senza sorprese in fase di collaudo — un dettaglio che pesa, perché la dichiarazione di conformità richiesta dal bonus non perdona impianti improvvisati.
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Domande frequenti sul Bonus Colonnine 2026
Il Bonus Colonnine 2026 è già attivo?
No. La misura è confermata e finanziata dal DPCM Automotive del 10 giugno 2026, ma lo sportello per presentare domanda non è ancora aperto: manca il decreto attuativo del MIMIT che ne stabilirà date e modalità.
Devo aspettare l'apertura dello sportello per installare la wallbox?
No. Il bonus è retroattivo: si rendicontano spese già sostenute. Installare ora, conservando fatture e bonifici, permette di presentare la domanda già pronta appena la piattaforma riaprirà.
Quanto copre il bonus?
L'80% delle spese ammissibili di acquisto e posa in opera, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali.
Chi può richiedere il contributo?
Persone fisiche residenti in Italia e condomìni. Titolari di ditte individuali e società sono esclusi da questa misura; per imprese e Partita IVA esistono incentivi separati gestiti dal MASE.
È cumulabile con altre agevolazioni?
No, non sulla stessa spesa. Bonus Casa e Conto Termico 3.0 restano alternative valide solo per interventi che non rientrano nel perimetro del bonus MIMIT.
Come si farà domanda?
Online, tramite l'Area Personale della piattaforma Invitalia, con accesso SPID, CIE o CNS, allegando documentazione di spesa e dichiarazione di conformità dell'impianto.












